Basilica per tutti: ad Aquileia l’accessibilità diventa accoglienza

06 July 2026
Basilica

Tra mosaici paleocristiani, resti romani e strade tranquille da percorrere senza fretta, Aquileia è una tappa obbligatoria per ciunque desideri visitare il Friuli Venezia Giulia.

A pochi chilometri da Grado e dalla laguna, nella bassa pianura friulana, Aquileia è stata una delle grandi città dell’Impero romano ed é oggi è uno dei siti culturali più importanti del Friuli Venezia Giulia. La Basilica Patriarcale e l’area archeologica sono riconosciute Patrimonio Mondiale UNESCO, ma il valore della destinazione non sta solo nella sua storia.

Aquileia è anche un luogo che negli ultimi anni ha lavorato con continuità sull’accessibilità: spazi raccolti, punti di interesse vicini tra loro, strumenti di visita più chiari e percorsi pensati per accogliere persone con esigenze diverse. Al centro di questo percorso c’è la Basilica Patriarcale, celebre per il suo straordinario pavimento musivo paleocristiano e protagonista del progetto Basilica per tutti.

Il progetto, promosso dalla Fondazione Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia, nasce con l’obiettivo di rendere questo luogo di culto, arte e memoria più accessibile e fruibile.

Come racconta Anna Maria Viganò, referente del progetto, “Basilica per tutti” è nato quasi quattro anni fa con l’obiettivo di rendere la Basilica “un luogo accessibile a tutte le persone”. Per la Fondazione, l’accessibilità non è un elemento aggiuntivo, ma parte della natura stessa del luogo: “La Basilica è un luogo di culto, di fede, di storia e di arte. Proprio per questo non può essere inaccessibile ad alcune persone”.

Un progetto costruito nel tempo

Basilica per tutti si è sviluppato in modo progressivo, affrontando diverse dimensioni dell’accessibilità.

La prima attenzione è stata rivolta alle persone con disabilità visiva, poi alle persone con disabilità uditiva e successivamente alle persone con disabilità motorie, con interventi sui percorsi e sugli accessi. Il lavoro si è poi ampliato con materiali dedicati alle persone con disabilità intellettiva, tra cui una guida in Easy to Read e una pubblicazione in CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa).

Non si tratta quindi di un singolo intervento, ma di un percorso cresciuto nel tempo, attraverso ascolto, progettazione, formazione e confronto con competenze specialistiche.

un gruppo di visitatori di cui. una persona in sedia a rotelle percorre la basilica

Il Nodo di Salomone: il mosaico che si scopre con il tatto

Uno degli elementi più rappresentativi del progetto è il Nodo di Salomone, un pannello tattile musivo che riproduce uno dei mosaici della Basilica.

Anna Maria Viganò lo definisce “il fiore all’occhiello” di Basilica per tutti: una riproduzione realizzata con le antiche tecniche musive romane, pensata per essere esplorata attraverso il tatto scoprendo allo stesso tempo la tecnica di costruzione di un mosaico. Un contenuto video in versione LIS ne racconta la storia per i visitatori non udenti.

Il valore del progetto, però, non sta solo negli strumenti realizzati, ma nel metodo. “Tutto ciò che si vede in Basilica — il nodo di Salomone, ma anche la riproduzione in 3D in legno — è stato fatto non seguendo semplicemente ciò che per noi era giusto o bello, ma ciò che era utile e allo stesso tempo bello per la persona con una determinata disabilità”, spiega Viganò.

Gli strumenti accessibili non sono utili solo a un pubblico specifico. Le guide in Easy to Read e in CAA, ad esempio, possono aiutare persone con disabilità intellettiva, ma anche bambini, gruppi scolastici, famiglie e visitatori che preferiscono contenuti più semplici e immediati.

Quando gli strumenti incontrano l’accoglienza

Ornella Tortul, responsabile del personale, racconta un episodio che riassume bene il senso del progetto.

Durante una visita scolastica, un ragazzo con disabilità che inizialmente non voleva entrare in Basilica è riuscito a partecipare grazie alle guide accessibili consegnate alla sua insegnante di sostegno. “Il ragazzo è entrato con queste guide ed è uscito felicissimo”, racconta. Il collega che aveva proposto i materiali disse poi: “Oggi ho portato a casa la giornata!”.

Per Tortul, questa è la differenza di Basilica per tutti: “Ci siamo sempre noi. Non c’è solo un’applicazione, non c’è solo uno strumento digitale. C’è il cuore”.

È un passaggio importante, perché racconta l’accessibilità non come una somma di materiali, app o dispositivi, ma come un modo di stare in relazione con le persone. Gli strumenti servono, ma funzionano davvero quando sono accompagnati da personale formato, attenzione e disponibilità all’ascolto.

Dall’accessibilità della visita al diritto al lavoro

Oggi il progetto si apre anche a un nuovo tema: il diritto al lavoro.

Dopo alcune esperienze di tirocinio terapeutico realizzate in collaborazione con ASUGI, la Fondazione sta avviando un percorso di tirocinio formativo finalizzato all’inserimento lavorativo. La persona coinvolta sarà impegnata in attività di accoglienza, supporto allo shop e, in base alle competenze, anche in alcune mansioni amministrative.

“Se tutto andrà bene, se lei si troverà bene con il nostro personale e con l’attività lavorativa, pensiamo di poterla inserire stabilmente”, spiega Tortul.

L’obiettivo è costruire un progetto di vita e di lavoro più duraturo, in un luogo che mette al centro accoglienza, cultura e partecipazione.

Anche in questo caso, il percorso coinvolge tutta la comunità della Basilica. La futura tirocinante si è presentata prima dell’avvio del progetto dicendo ai colleghi: “Io sarò la vostra futura collega”. Il personale l’ha accolta subito, con naturalezza. Un piccolo episodio, ma significativo: l’accessibilità cresce anche attraverso una cultura interna condivisa.

Un patrimonio da vivere insieme

Basilica per tutti mostra come un sito culturale possa diventare un laboratorio di accessibilità: non solo attraverso strumenti e materiali, ma anche attraverso formazione, ascolto, relazioni e inclusione lavorativa.

Rendere accessibile la Basilica di Aquileia significa permettere a più persone di incontrare la bellezza, comprenderla e sentirsi parte di un patrimonio condiviso.

Vuoi verificare tutte le informazioni sull'accessibilità fisica della Basilica prima della visita?

Scopri la scheda con la mappatura dedicata alla Basilica


Share the article

Facebook Twitter