Mappare l’accessibilità: il metodo del Friuli Venezia Giulia

08 Settembre 2026
Momenti della mappatura: prendere le misure di ogni passaggio e scalino

Quanto è accessibile un albergo, un museo, un percorso urbano o un impianto di risalita?

È una domanda alla quale non si può dare una risposta univoca, e chi vive con una disabilità lo sa molto bene.

Proprio perché non esiste una risposta che garantisca l’accesso e la fruizione di un luogo, un servizio o un ristorante per tutte le persone, il primo livello di lavoro fondamentale per chi si occupa di turismo accessibile è realizzare una mappatura il più dettagliata possibile.

Per questo, in Friuli Venezia Giulia, una delle prime attività avviate nel 2015 da PromoTurismoFVG e dal CRIBA, l’ufficio tecnico della Consulta Regionale delle associazioni delle persone con disabilità, è stata la creazione di schede di documentazione, analisi e valutazione dell’accessibilità per le diverse tipologie di servizi della catena turistica. È iniziato così un lavoro di catalogazione che continua ancora oggi e viene aggiornato regolarmente, con l’obiettivo di fornire dati oggettivi e affidabili sull’intero territorio regionale a chi desidera visitarlo.

Ma misurare e descrivere l’accessibilità di luoghi e servizi non è sufficiente: è necessario anche creare strumenti per diffondere e mettere a disposizione queste informazioni, sia per il pubblico sia per gli operatori turistici. Questi ultimi possono utilizzarle per sviluppare, a loro volta, prodotti turistici accessibili a diverse tipologie di clienti e viaggiatori. Nella sezione "Pacchetti" di questo portale ne trovate alcuni esempi.

Una metodologia nata sul campo

Come nasce la scheda di valutazione dell’accessibilità del Friuli Venezia Giulia? Tutto inizia nel 2015 con la collaborazione tra PromoTurismoFVG, la Consulta regionale delle associazioni delle persone con disabilità e il CRIBA FVG – Centro Regionale d’Informazione su Barriere architettoniche e Accessibilità.

Alessia Del Bianco arriva in PromoTurismoFVG nel 2010, dopo anni di esperienza come guida turistica regionale. All’inizio lavora alla promozione generale del territorio, ma ben presto individua alcune aree ancora poco sviluppate, tra cui il turismo accessibile, quello scolastico, quello religioso e i cammini.

Inizialmente, tuttavia, il contesto era tutt’altro che semplice. «Le associazioni mi dicevano: “Ma cosa vuole il turismo da noi?”», ricorda.

Nel 2015 arriva la svolta tramite l’Associazione Tetraparaplegici del Friuli Venezia Giulia, che aveva già realizzato una prima mappatura di alberghi e musei. L’associazione attiva il contatto con la Consulta regionale delle associazioni delle persone con disabilità del Friuli Venezia Giulia, fino a portare alla firma della prima convenzione con PromoTurismoFVG.

Da lì nasce la collaborazione stabile con il CRIBA FVG, riconosciuto dalla Regione quale centro unico di riferimento in tema di accessibilità ai sensi della L.r. n. 10/2018, che negli anni diventa il principale punto di riferimento tecnico del progetto.

All’epoca non esisteva una metodologia già pronta per descrivere in modo strutturato l’accessibilità dell’intera offerta turistica regionale. Il sistema è stato quindi sviluppato progressivamente, attraverso analisi bibliografiche, confronto con le associazioni e sperimentazioni sul campo.

Le prime rilevazioni si svolgevano durante normali visite guidate, nel corso delle quali veniva richiesta la collaborazione di diverse associazioni di persone con disabilità del territorio, al fine di agevolare la partecipazione di loro soci in qualità di rilevatori e tester delle esperienze. Michele Franz, coordinatore del CRIBA FVG, registrava misure, pendenze, ostacoli e osservazioni mentre il gruppo sperimentava concretamente il percorso.

«Io avevo il metro, carta e penna, i misuratori di pendenza, spingevo la carrozzina e avevo sottobraccio la persona cieca», racconta. «Uscivo da questi incontri decisamente provato.»

Quelle esperienze hanno permesso di comprendere quali informazioni fossero realmente necessarie e di trasformare una raccolta inizialmente artigianale in un sistema di rilevazione sempre più strutturato.

Non giudicare, ma descrivere

Il metodo si fonda soprattutto sulla raccolta di dati oggettivi. Il compito del rilevatore non è stabilire in modo assoluto se una struttura sia accessibile, ma descriverne con precisione le caratteristiche.

Le informazioni sono integrate da descrizioni e fotografie. I sopralluoghi vengono effettuati da personale tecnico qualificato, prevalentemente architetti, utilizzando strumenti come misuratori laser e misuratori di pendenza. I dati, quindi, non si basano mai sulle autodichiarazioni dei gestori.

Una rilevazione può essere molto articolata: per un albergo possono essere raccolti circa mille dati, per un museo un numero simile e per un ristorante circa 250.

«Il fatto di avere dati così strutturati, legati a modalità di rilievo comparabili e con rilevazioni oggettive, porta a un’interrogabilità del sistema amplissima», spiega Franz.

Il valore della mappatura risiede proprio in questa profondità informativa. Due persone che utilizzano entrambe una sedia a rotelle, per esempio, possono avere esigenze molto diverse rispetto a una pendenza, alla larghezza di un passaggio o alle modalità di trasferimento. Allo stesso modo, illuminazione, rumore, orientamento, comunicazione e organizzazione del servizio possono incidere diversamente sull’esperienza di ciascuna persona.

Dalle schede cartacee al portale FVG per tutti

Per diversi anni i rilievi sono stati raccolti su carta e trasformati in documenti statici. Le informazioni venivano pubblicate all’interno del portale turistico regionale attraverso file PDF, che dovevano essere caricati e aggiornati manualmente.

Con l’aumento delle strutture mappate, questo sistema non era più sostenibile. Tra il 2019 e il 2020 è stato quindi sviluppato un software dedicato alla raccolta e alla gestione dei dati. Il database ha reso possibile standardizzare le rilevazioni, confrontare le informazioni e aggiornarle con maggiore precisione.

Nel giugno 2023 è stato presentato il portale Friuli Venezia Giulia per tutti, che rende questo patrimonio informativo direttamente consultabile da chi sta organizzando una visita.

Nella sezione dedicata alle strutture è possibile effettuare ricerche per tipologia e località, consultare la posizione sulla mappa e aprire le singole schede. Sul sito sono disponibili anche itinerari, esperienze, informazioni sui trasporti, servizi di assistenza, noleggio di ausili e operatori specializzati.

La tecnologia, in questo caso, non sostituisce il lavoro sul territorio: serve a trasformare migliaia di osservazioni tecniche in informazioni utilizzabili prima della partenza.

Il lavoro attuale si concentra su come rendere ancora più fruibili i dati raccolti, facilitando il reperimento delle informazioni da parte degli utenti.

La nuova sfida della montagna

Questa impostazione viene ora applicata anche a contesti per i quali esistono ancora pochi modelli di riferimento.

Con I AM FVG, il progetto dedicato allo sviluppo del turismo accessibile nelle aree montane, è stato necessario progettare e sperimentare un nuovo sistema di mappatura per le strutture di montagna e gli impianti di risalita.

Seggiovie, sciovie e funivie presentano infatti condizioni molto specifiche, difficili da descrivere utilizzando le schede create per alberghi, musei o ristoranti. La ricerca di modelli nazionali e internazionali ha restituito pochi riferimenti, rendendo necessario costruire nuovi parametri di rilevazione.

«Quest’anno abbiamo iniziato a creare le schede di rilevazione degli impianti di risalita», racconta Franz. «È stato un lavoro enorme perché, facendo anche solo una ricerca bibliografica nazionale e internazionale, c’è pochissimo rispetto a seggiovie, sciovie, funivie e quant’altro.»

Il lavoro è stato svolto con architetti, persone con disabilità e maestri di sci specializzati. Per comprendere l’accessibilità di un impianto, infatti, non è sufficiente verificare se vi si possa accedere in carrozzina: bisogna considerare gli ausili utilizzati per lo sci adattato, le procedure di imbarco e sbarco, il supporto del personale, gli spazi disponibili e le diverse modalità di utilizzo dell’impianto.

Il confronto con chi pratica e insegna lo sci adattato ha permesso di individuare barriere, facilitatori e parametri che difficilmente sarebbero emersi da una valutazione soltanto teorica.

I AM FVG estende così il lavoro già avviato in località come Sauris, dove la mappatura ha coinvolto strutture ricettive e ristorative, luoghi della cultura, attività commerciali, servizi per il benessere e parcheggi.

Una fotografia concreta, da aggiornare nel tempo

La mappatura non è un’attività che si conclude con la pubblicazione di una scheda. Strutture e servizi cambiano, vengono realizzati interventi, si introducono nuovi ausili e si modificano le modalità di accoglienza. Anche gli strumenti di rilevazione devono quindi essere aggiornati.

Il portale FVG per tutti rappresenta la parte visibile di questo lavoro continuo: una fotografia dettagliata del territorio che permette di preparare il viaggio sulla base di informazioni concrete.

L’obiettivo non è promettere un’accessibilità indistinta, ma offrire a ogni persona gli elementi necessari per scegliere in autonomia. È questo passaggio – dall’etichetta al dato, dalla valutazione generica alla conoscenza del luogo – a rendere la mappatura uno strumento fondamentale per costruire una destinazione più accessibile.


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